Presentazione di “Guglielmo III, il re bambino. L’ultimo re degli Altavilla”, Francesco Panarelli – Potenza
Anteprima
Festival della notte bianca del libro e delle idee
Dodicesima edizione
Rassegna Fantastico Medioevo in collaborazione con la Fondazione Matera Basilicata 2019
Presentazione del libro “Guglielmo III, il re bambino. L’ultimo re degli Altavilla“, Laterza editore, 2026, di Francesco Panarelli. Dialoga con l’autore Fulvio Delle Donne.
Dopo la morte di re Tancredi nel febbraio 1194 fu ancora incoronato re il piccolo Guglielmo, suo secondogenito. Deportato oltre le Alpi pochi mesi dopo dal vincitore Enrico VI, su di lui si concentrano notizie contrastanti di violenze e mutilazioni orribili, ma anche un rapporto stretto con Matera.
Alla morte del marito Tancredi e nel pieno della lotta con Costanza d’Altavilla ed Enrico VI di Svevia, a Palermo la vedova Sibilla, nella primavera del 1194, riuscì a far incoronare re l’ultimo sopravvissuto in linea maschile, il piccolo Guglielmo, terzo di questo nome sul trono di Sicilia. Il suo fu un tragico destino, insieme a quello dell’intera famiglia. Sibilla accettò la resa, ma venne ben presto accusata di aver ordito trame ai danni della nuova coppia regia; fu imprigionata e con lei l’intera famiglia venne deportata al di là delle Alpi. Le figlie di Sibilla ottennero nel giro di qualche anno la libertà, ma diversa fu la sorte dell’erede maschio. Il piccolo re sarebbe stato mutilato, con la finalità di renderlo inadatto a ricoprire o rivendicare la funzione di re. I cronisti, e anche Boccaccio, aggiungono particolari cruenti e suscitano pietà per la vittima. Ma le fonti non sempre sono univoche e coerenti. Un casuale accenno in un documento pontificio ci fa infatti sapere che il piccolo re non era stato spogliato di tutti i suoi beni e aveva avuto la possibilità quantomeno di decidere in merito al luogo della sua sepoltura: un monastero presso Matera, ben distante dalla prigionia alpina.
Francesco Panarelli è professore ordinario di Storia medievale presso l’Università degli Studi della Basilicata. Alla storia del Mezzogiorno medievale ha dedicato numerosi studi e monografie, tra le quali Dal Gargano alla Toscana: Il monachesimo riformato latino dei pulsanesi (secoli XII-XIV) (1997), Scrittura agiografica nel Mezzogiorno normanno: La Vita di san Guglielmo da Vercelli (2004); Dante a Mezzogiorno. Il Regno di Sicilia nella Commedia (2024).
